giovedì 20 dicembre 2012

Semplici regole per l'eye tracking e il webwriting

E' stato ormai assodato da tempo che le persone su Internet non leggano interamente quello che c'è scritto, ma diano un'occhiata veloce per vedere se gli argomenti principali possano essere di loro interesse.


Come fare allora per ottenere la loro attenzione?

Secondo la tecnologia dell'eye tracking l'occhio che esplora una pagina web si sofferma principalmente sulla parte in alto a sinistra.




Pertanto è opportuno posizionare i contenuti (o i link) più importanti nella parte alta della pagina, dove si ha maggior probabilità di essere visti.
Lo stesso vale anche per le SERP, ecco perchè è così importante essere al primo posto nei risultati di ricerca... ma di questo parleremo un'altra volta.


Per catturare l'attenzione degli utenti è opportuno inoltre seguire queste sei regole auree del webwriting:



  • sottolineare le parole chiave mendiante l'uso del grassetto
  • usare titoli significativi, cioè titoli letterali ed esplicativi e non troppo creativi, altrimenti non si verrà trovati dai motori di ricerca
  • usare liste: così si chiarifica il concetto che si vuole esprimere e si dà senso di ordine. Meglio usare elenchi puntati. Quelli numerati solo quando si vuole fare una lista gerarchica
  • mettere un'idea per paragrafo
  • usare il concetto di "piramide rovesciata", ovvero iniziare dalla conclusione per dare subito all'utente l'informazione che sta cercando
  • essere sintetici, ovvero scrivere almeno la metà di quello che si scriverebbe sul cartaceo.

Il primo che capì che attraverso questi accorgimenti si riusciva a catturare l'attenzione del lettore fu Jackob Nielsen che nel 1997 scrisse un post su come gli utenti leggono sul web (Jackob Nielsen's Alertbox). Ancora oggi però ci sono molti copywriter che non seguono queste regole auree del webwriting.
Jackob Nielsen fu anche il primo a fare ricerche sull'eye tracking (Jackob Nielsen's Alertbox).


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