giovedì 26 giugno 2014

Usability Rules by Queen Elizabeth II

Come si fa a capire se un sito è usabile? 
Ce lo dice +Andrea Boscaro durante una lezione del Master di Specializzazione in E-Commerce e Business Online (c/o Business School del Sole 24 Ore). 
Ecco la sintesi di una parte della sua lezione.

Basta seguire le regole della Regina d’Inghilterra!






1.   Start with needs
Quelli dell’utente naturalmente! Es. Maxi Sport; Gov.UK. Bisogna far capire all’utente ciò di cui ha bisogno.


Come si può già vedere dalla grafica e dall’organizzazione dei concetti… il sito del Governo inglese è un esempio di usabilità

2.   Do less
Fate meno e delegate alcune attività agli utenti. Esempio di  content curation: Ahalife è una piattaforma di content curation, i privati possono diventare blogger con un proprio stile e aiutare le aziende a far trovare il proprio contenuto online.

3.   Design with data
Per essere usabile il design di un sito deve seguire le informazioni derivanti dall’in-page analytics. I numeri ci aiutano a capire quale area del sito è più cliccata e perché: quanti click throught rate ha ciascun link. 




Un sito è un continuo work in progress. Per sapere se ciò che ho previsto si sta attuando devo fare un’analisi dei dati. Verificare quello che funziona, e quello che non funziona si cambia facendo ulteriori test sull'usability o degli A/B testing.

4.   Do the hard work to make it simple
Mai far perdere tempo agli utenti… rendere il tutto semplice, come?
Fate cose semplici da fruire (es. Chronicle book). Attraverso l’analytics    Chronicle book ha scoperto che i libri venivano comprati per essere regalati, pertanto è bene modificare il sito creando categorie ad hoc in base a cosa e come gli utenti cercano sul sito.
L’analytics crea dei report utili per le nostre mansioni; è bene che figure diverse all’interno dell’azienda abbiano dei report diversi a seconda delle loro necessità, altrimenti si crea il sovraffollamento delle informazioni.

5.   Iterate, then iterate again
Procedere per step per rendere i traguardi non così insormontabili. Se sbagli qualcosa hai la possibilità di rimediare. L’analytics ti può aiutare a controllare cosa funziona e cosa no.

6.   Build for inclusion
Non bisogna rifare internet. Usare quello che già c’è. Esempio: far loggare l’utente nell’area riservata in alto a destra. Non bisogna mai dare all’utente un motivo per abbandonare il sito.

7.   Understand contex
Adeguare i contenuti a seconda del target e da dove esso arriva; ad es.:  social network, ricerca google…(utente che usa device diversi avrà necessità diverse).

8.   Build digital services, not websites
Il pc è il posto migliore dove erogare i tuoi servizi? Se la risposta è no…. usa il web come supporto al tuo business e non come “core”….

9.   Be constant, not uniform
Coerenza in tutta la tua presenza digital e non solo… tutto deve essere allineato alla tua filosofia aziendale. Crea linee guida e non aver paura a delegare certe attività o a fare dei cambiamenti lungo il percorso.

        10.Makes things open: it make things better
Se condividi i tuoi successi, avrai in cambio nuove idee. Se condividi i tuoi errori, avrai in cambio nuove soluzioni.

Maggiori informazioni su come rendere il porprio sito usabile su Nielsen Normann Group. Jackob Nielsen, co-founder di Nielsen Normann Group,  è un vero e proprio “guru” dell’usabilità e accessibilità online a livello mondiale. 

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