domenica 17 maggio 2020

Chatbot e realtà aumentata: il futuro del marketing


Nei precedenti articoli abbiamo dato, anche se molto succintamente, delle indicazioni per riprendere e migliorare la propria clientela e per cercare di acquisirne della nuova.

Abbiamo citato una serie di strategie che andavano dalla SEO alle ricerche organiche, locali, da mobile, vocali, tramite App; abbiamo sottolineato l’importanza degli eventi, dei case study, dei Social Media, specie di LinkedIn, e anche dei Social Selling. Non abbiamo dimenticato neppure l’advertising e, soprattutto ora che è tornata d’attualità, la relazione diretta.

Vediamo ora di fare un accenno anche alla Chat Bot e alla Realtà Aumentata.



sabato 2 maggio 2020

Digital Marketing: come migliorare la Costumer Experience


Come accennato nei precedenti articoli, uno dei problemi fondamentali della “ripartenza”, dopo il Covid-19, è consolidare la propria clientela e, soprattutto, procurarne della nuova.
A dire il vero è un problema di sempre nel B2B, ma ora è più che mai impellente.
Come procedere? Elaborando delle opportune strategie di Digital Marketing.
Ecco alcuni suggerimenti.


domenica 26 aprile 2020

Marketing B2B: come orientarsi

Siamo in un momento critico a causa dell’epidemia provocata  dal virus Covid-19, tuttavia varie aziende sono ancora attive e presto lo saranno molte di più.
Pertanto in vista delle imminenti riaperture si ripresenta in modo pressante la necessità di recuperare la propria clientela e, ancor più, trovarne della nuova, pena la recessione.
E questo è uno dei compiti dell’ufficio marketing la cui attività, in questo frangente, diventa quanto mai importante.

Come muoversi di fronte a questa impellente necessità?



domenica 19 aprile 2020

Il marketing è in continua evoluzione: segui le statistiche


Panta rei”, diceva parecchi secoli fa Eraclito. Tutto scorre. Voleva dire che tutto nel mondo è in continuo divenire. Pertanto possiamo assumere questo aforisma come il principio del cambiamento. Tutto cambia e, oggigiorno, molto rapidamente; assistiamo ad una continua e costante evoluzione in tutti i campi della scienza, della tecnica e della realtà sociale.
Se tutto è in evoluzione non si vede perchè non debba esserlo anche il mondo del marketing. Infatti, è sotto gli occhi di tutti, è un mondo dinamico e in costante e rapido cambiamento: cambiano le tendenze, le tecnologie e le strategie.




Come possiamo percepire e, poi, seguire la giusta direzione di questo continuo cambiamento? Controllando regolarmente quelle statistiche che ci indicano la direzione dell’evoluzione in atto, in modo che  il nostro business stia al passo con gli sviluppi del settore.
Ma quali statistiche, tra le tante che si trovano in rete? Quelle diffuse dai principali player del mercato della comunicazione. Questo sarebbe un ottimo modo per rimanere aggiornati sulle ultime tendenze del marketing.
Tra le tante, ne citiamo alcune:


domenica 5 aprile 2020

E-mail Marketing per un e-commerce efficace in 5 step




In questo articolo proseguirò nell’analizzare la lista dei punti salienti per un e-mail Marketing finalizzata ad un E-commerce efficace, iniziata nel precedente post "Le basi dell'E-mail Marketing per E-commerce".

1. Personalizzare

Personalizzare le email è la cosa più facile, ed efficace, da fare per guadagnare attenzione da parte dei prospect e dei clienti.
Son così tante email che riceviamo ogni giorno, che la tua, probabilmente, non verrà neanche vista…. se non ti metti in risalto.

domenica 29 marzo 2020

Le basi dell’ Email marketing per E-commerce


Nonostante l’incremento di popolarità dell’uso dei social media nell’E-commerce, l’email marketing rimane uno degli strumenti più importanti per “ingaggiare” prospects e clienti.

Se vuoi catturare molti più leads, portare più propsects dentro al funnel d’acquisto e farli diventare dei consumatori e così aumentare le vendite, allora devi fare ben attenzione a questa serie di post dove verranno trattati i punti salienti che possono determinare il successo della tua attività di email marketing!

domenica 22 marzo 2020

Strategia di marketing in un mondo omnichannel - parte seconda




Dopo il precedente articolo introduttivo sui nuovi orientamenti omnichannel del marketing, veniamo ora ad un breve excursus, come annunciato, sugli step da seguire per raggiungere gli obiettivi di business prefissati.
Ecco alcuni punti che è opportuno tener presente. Sono aspetti noti nel mondo del marketing e della comunicazione già da alcuni anni, ma non tutte le aziende in Italia li hanno colti. Ecco perchè ritengo importante ricordare concetti "sempre verdi".


1.   Definire per cosa ci si differenzia, come ci si distingue

Indipendentemente dal canale di comunicazione e di distribuzione, come si differenzia il tuo brand dai competitor?

Solitamente quando si pone agli imprenditori la fatidica domanda: “A chi è rivolto il prodotto?” L’istinto, spesso, li porta a rispondere:  “Potenzialmente a tutti”.

sabato 14 marzo 2020

Strategie di marketing in un mondo omnichannel





Cosa sta succedendo? Ci sono vari retailer che in questi ultimi anni stanno espandendo sempre più il proprio business online e, nello stesso tempo, famosi e-commerce che hanno aperto negozi fisici.
Per non parlare dei diversi outlet aperti in questi ultimi anni sia online che sui social.


Come influenza tutto ciò il brand?

domenica 8 marzo 2020

Ambiente di lavoro: la temperatura giusta migliora il benessere e la produttività


Dopo aver accennato, la scorsa settimana, ad alcune  problematiche connesse ad una scorretta illuminazione nell’ambiente di lavoro e alle conseguenze tanto sulla produttività quanto sul benessere del personale, facciamo ora alcune puntualizzazioni anche  sulle conseguenze che una scorretta  temperatura genera in un ambiente di lavoro, che sia una fabbrica o un ufficio.

E’ noto a tutti come diversa sia la reazione del corpo umano alla temperatura esterna a seconda che si trovi a riposo o in attività. Se siamo in attività, il nostro metabolismo genera una quantità di calore maggiore e, per  conservare la temperatura normale, il corpo deve eliminare il calore in eccesso attraverso la traspirazione, cedendo, quindi, calore all’ambiente circostante che dovrebbe essere  in grado di assorbirlo e quindi dare il giusto raffreddamento al corpo.
Lo stesso fenomeno avviene anche quando il lavoro è sedentario, ma il luogo in cui ci troviamo è eccessivamente caldo.



Questo processo fisiologico, poi, non è condizionato solo dalla temperatura, ma anche dall’umidità. Maggiore è la temperatura e il  grado di umidità, maggiore è la difficoltà del corpo a raffreddarsi e a raggiungere il benessere necessario per lavorare produttivamente e serenamente.
Non solo, ma è molto importante anche la circolazione dell’aria nel condizionare il potere di raffreddamento dell’ambiente e del corpo umano, perché la mancanza di una adeguata ventilazione determina l’impossibilità a disperdere adeguatamente il calore in eccesso.
La scarsa ventilazione produce un calo di rendimento, che è particolarmente significativo quando si tratta di un lavoro fisico, perchè in questo caso, come ricordato, viene prodotta maggiore quantità di calore.
Numerosi sono gli studi fatti su questa tematica, soprattutto nei confronti del lavoro nelle fabbriche, perché in questi luoghi non viene condizionata solo la resa produttiva, ma anche il numero degli incidenti e, soprattutto, la loro gravità.

Ora, gli studi fatti hanno dimostrato che quando non si abbassa sufficientemente la temperatura e l’ambiente di lavoro resta troppo caldo, aumentano gli incidenti, la loro gravità, la necessità di prolungare la durata delle pause di riposo e diminuisce, naturalmente, il rendimento.
Gli studi di Osborne, Ethel e Vernon hanno dimostrato che il numero degli incidenti diminuiva sensibilmente con temperature tra i 20 e i 22 gradi, mentre aumentava del 30% se si superavano  i 24 gradi.
In un ufficio è raro che avvengano incidenti, ma quanto detto sopra si applica alla stanchezza, all’aumento degli errori e ad uno stato di malessere generale.

In Italia esistono delle norme che riguardano la regolazione della temperatura negli ambienti di lavoro, norme emanate dal Ministero competente. Se è vero che queste norme hanno come primario obiettivo il risparmio energetico, è altrettanto vero che le loro indicazioni corrispondono a quanto emerso dagli esperimenti fatti dagli psicologi del lavoro sia Statunitensi che Tedeschi, sopra sinteticamente citati.
E’ il DPR n,. 74 del 16 Aprile 2013 che spiega tutto quello che si deve sapere sulla temperatura da tenere negli ambienti di lavoro.
In breve, la temperatura da tenere negli uffici durante l’inverno deve essere tra i 20 e i 22 gradi, mentre d’estate l’aria condizionata deve oscillare tra i 24 e i 26 gradi.

Nello stesso tempo d’estate bisogna prestare attenzione anche allo sbalzo termico, che si consiglia non debba superare i 7 gradi.
Anche l’INAIL ha, a suo tempo, emanato una guida per un corretto utilizzo dell’aria condizionata. Quando l’aria condizionata è in funzione le finestre devono ovviamente restare chiuse. Si possono aprire nelle ore più fresche di prima mattina o di sera, per un ricambio d’aria.

La guida rilasciata dall’INAIL sull’aria condizionata spiega anche come sia importante il posizionamento dei condizionatori: i diffusori non devono sparare l’aria direttamente sul posto in cui operano i lavoratori.
Infine, poiché, come è noto, uno dei fattori che influiscono sulla percezione della temperatura è l’umidità, in ufficio un buon livello dovrebbe essere tra il 40% e il 60%. Se si scende sotto la soglia del 35%, potrebbero esserci problemi per la salute, come quando si sale al di sopra dell’80%.
Da tener presente anche che l’aria condizionata abbassa non solo la temperatura, ma pure l’umidità, e quindi anche la temperatura percepita, pertanto nel regolarla  è bene tener presente anche questo parametro.

E che dire del rumore? Trascuriamo qui il collegamento tra rumore e la diminuzione o, addirittura, la perdita dell’udito, visto che in nessun ufficio vi possono essere rumori tali da determinarli, e che, ormai, nelle fabbriche e nei cantieri si utilizzano le dovute precauzioni da tempo.

Prendiamo in considerazione il rumore solo come fonte di distrazione e, quindi, di stress. I numerosi studi fatti al riguardo, pur concludendo unanimemente che il rumore è la fonte principale di distrazione negli uffici, hanno dato risultati discordanti.
Questo perché non tutti hanno la stessa sensibilità o intolleranza al rumore, e poi perché vi sono operazioni quasi automatiche su cui il rumore ha scarsa efficacia distrattiva,  dato che richiedono poca attenzione, o infine perché non tutti i tipi di rumore sono uguali né uguale è la loro intensità o la loro frequenza.
Gli studi di F.K. Berrien hanno dimostrato, ad esempio, che i rumori intermittenti o irregolari disturbano più dei rumori continui e i toni alti disturbano di più di quelli intermedi o bassi e che a volte alcuni effetti negativi di un rumore dipendono anche dalla reazione emotiva dell’individuo ad un certo stimolo rumoroso.

Vi è, tuttavia, un risultato in cui tutti gli studi concordano: nel tentativo di neutralizzare la distrazione i soggetti sono costretti a produrre un eccessivo sforzo di concentrazione. Ne consegue che mentre riescono a mantenere efficienza e rendimento, nonostante le condizioni di disturbo provocate dal rumore, nel farlo spendono molta più energia; quindi il lavoro in queste circostanze diviene maggiormente stressante per l’organismo, con tutte le conseguenze determinate dall’affaticamento  più sopra ricordate. (Freeman S.J, Harmon F.L., Laird D.A.)

sabato 29 febbraio 2020

L'importanza di una corretta illuminazione nell'ambiente di lavoro



Rieccomi, dopo una piccola sosta. In questi giorni mi sono ricapitati in mano alcuni testi di quando, pochi anni fa, studiavo all’Università. In particolare alcuni scritti che riguardano l’ambiente di lavoro, con anche delle annotazioni di carattere psicologico che mi sono sempre interessate particolarmente, visto che la mia prima tesi di laurea è stata in “Filosofia delle Scienze Sociali”, con uno studio sulle differenze tra il pensiero di Freud e quello di Jung nei confronti dell’arte dello scrivere.